Il 25 agosto 2022 l'Ethnologisches Museum di Berlino ha trasferito alla Nigeria la proprietà di 512 oggetti noti come Bronzi del Benin. Il 17 dicembre Art Crime Project ricorda questa restituzione, un passaggio importante nella storia della decolonizzazione dei musei e della tutela del patrimonio culturale.
Il saccheggio del 1897
Gli oggetti furono sottratti durante la spedizione punitiva britannica del 1897, quando l'esercito inglese attaccò il Regno del Benin, nella Nigeria odierna. Il palazzo reale fu saccheggiato e migliaia di oggetti, tra cui teste commemorative in bronzo, placche scolpite e sculture rituali, furono portati via. Il re Ovonramwen, Oba del Benin, fu esiliato a Calabar: era la fine del regno indipendente.
Il bottino fu trasportato a Londra, venduto all'asta e poi distribuito tra collezionisti privati e musei europei e nordamericani. Tra gli acquirenti ci fu anche l'Ethnologisches Museum, che acquisì centinaia di pezzi attraverso il sistema coloniale e le reti di commercianti europei e africani. Per decenni questi manufatti sono stati esposti nei musei occidentali.
L'accordo del 2022
Il contratto del 25 agosto 2022 è descritto come il più grande trasferimento di manufatti da un contesto coloniale. Circa un terzo degli oggetti resta in prestito a Berlino per un periodo iniziale di dieci anni ed è esposto all'Humboldt Forum, in una mostra che racconta la storia del Regno del Benin, il saccheggio del 1897 e l'influenza artistica del regno.
La restituzione è il risultato di negoziati avviati nel 2021 e conclusi con la Dichiarazione Congiunta del luglio 2022, che ha posto le basi per future restituzioni da parte di altri musei tedeschi. Gli oggetti restituiti saranno custoditi in Nigeria, con piani per la loro esposizione e conservazione.
La collaborazione tra Nigeria e Germania cerca un equilibrio tra il diritto di proprietà e la condivisione culturale: i prestiti permettono al pubblico di conoscere l'arte del Benin, storica e contemporanea, mentre la Nigeria si riappropria del proprio patrimonio. L'accordo è presentato come un esempio di come il dialogo internazionale possa contribuire a riparare le ingiustizie coloniali.
