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Art Crime Project

Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali

Il 14 novembre è la Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali, istituita dall'UNESCO nel 2020 per ricordare la firma della Convenzione di Parigi del 1970. La Convenzione è il primo strumento di diritto internazionale per la protezione dei beni culturali in tempo di pace.

In questa occasione, dal 2023, si tiene a Roma un convegno di studi ideato da The Journal of Cultural Heritage Crime, organo di stampa ufficiale di Art Crime Project e organizzatore principale dell'iniziativa. Negli anni hanno partecipato alla co-organizzazione:

  • Sapienza Università di Roma, con il Polo Museale Sapienza;
  • il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia;
  • il Gruppo di lavoro «Musei, legalità e territorio» di ICOM Italia;
  • l'Università degli Studi di Padova.

Art Crime Project, ne è co-organizzatore dal 2024.

Edizione dopo edizione il convegno è cresciuto. Si sono ampliati il pubblico, il programma e la rete degli enti coinvolti, fino a farne un appuntamento fisso per studiosi, istituzioni, forze dell'ordine e operatori impegnati nel contrasto al traffico illecito. L'edizione 2026 ha:

  • il patrocinio del Ministero della Cultura, dell'Arma dei Carabinieri, del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO;
  • la partnership della Cattedra UNESCO dell'Università di Siena e dell'Accademia di Belle Arti di Brera.

Dal 2025 la giornata ospita anche il Premio «Paolo Giorgio Ferri».

All'interno del convegno Art Crime Project ha un ruolo centrale. Partecipa al comitato scientifico e all'organizzazione, coordina enti e relatori, cura l'accoglienza del pubblico, anche con i soci volontari, e la rendicontazione. È Art Crime Project a ottenere il sostegno del Ministero della Cultura attraverso il contributo per i convegni di studi. Nel 2024 e nel 2025 il contributo è arrivato dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali; per l'edizione 2026 dalla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, che oggi gestisce il fondo.

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